Microbiota intestinale: come cambia nelle diverse fasi della vita

Il microbiota intestinale è un ecosistema dinamico. Cambia con l’età e si modifica in base a molti fattori: modalità di parto, allattamento, alimentazione, ormoni, farmaci, infezioni, invecchiamento, ambiente e abitudini quotidiane. Conoscere queste trasformazioni e curare la diversità microbica fin dalle prime fasi di vita, aiuta a scegliere comportamenti che sostengono l’equilibrio dell’organismo, favorendo il benessere immunitario e metabolico [1-2].

 

Capitoli in questo articolo:

 

0–3 anni: le basi del microbiota e dell’immunità

Il periodo che va dalla nascita ai tre anni rappresenta una finestra biologica cruciale. In questi mesi il microbiota intestinale si forma e inizia a dialogare con un sistema immunitario. Il tipo di parto (vaginale o cesareo), l’allattamento, l’uso di antibiotici, le prime infezioni e il contesto ambientale orientano tanto lo sviluppo della flora intestinale quanto quello immunitario e metabolico [1].

 

Nascita e modalità di parto

La colonizzazione intestinale inizia alla nascita e viene influenzata dal tipo di parto. Nel caso di parto vaginale, il neonato entra in contatto con i microrganismi presenti nel canale del parto materno: più frequentemente si osservano batteri come Lactobacillus, Bifidobacterium e Bacteroides, che favoriscono lo sviluppo di un microbiota inizialmente più diversificato e simile a quello della madre. Invece, quando il parto avviene tramite taglio cesareo, il primo contatto del neonato è soprattutto con batteri della pelle e dell’ambiente, come Staphylococcus, Corynebacterium e Cutibacterium; nelle prime settimane si rilevano inoltre livelli inferiori di Bacteroides e Bifidobacterium.

Queste differenze iniziali sono associate, nel corso del primo anno di vita, a variazioni del rischio di infezioni respiratorie comuni dell’infanzia, come bronchioliti, polmoniti e raffreddori ricorrenti [4]. In media, fino al 72% dei batteri intestinali del neonato può provenire dalla madre; tuttavia, se la madre ha assunto antibiotici nelle settimane immediatamente precedenti il parto, questa quota scende a circa il 25% [3].

 

Allattamento: nutrimento e segnali bioattivi

L’allattamento al seno è più di un semplice nutrimento. Gli oligosaccaridi contenuti nel latte materno (HMO) sono zuccheri “speciali” che nutrono i batteri utili dell’intestino; anticorpi e altre sostanze protettive supportano la maturazione della barriera intestinale e insegnano al sistema immunitario a riconoscere ciò che è innocuo da ciò che non lo è [1].

Nei mesi di allattamento esclusivo, il microbiota intestinale del neonato è relativamente semplice e dominato da batteri associati al latte materno, come i Lactobacillus e i Bifidobacterium, che aiutano la digestione del lattosio e proteggono l’intestino. Con l’inizio dello svezzamento, l’introduzione di nuovi alimenti e di fibre favorisce una maggiore presenza di Bacteroides e di alcune specie di Clostridium, aumentando la varietà e la complessità del microbiota intestinale [5–6].

 

Stile di vita e dieta materna

Durante la gravidanza, dieta e peso corporeo della futura mamma giocano un ruolo importante nel plasmare la futura composizione del microbiota del bambino. Una dieta di tipo occidentale, ricca di zuccheri e alimenti ultra-processati, così come una condizione di obesità, può influenzare lo sviluppo delle vie metaboliche e modulare segnali infiammatori nel neonato, con possibili effetti a lungo termine sulla sua salute generale [2].

Per questo motivo, in gravidanza e durante l’allattamento è particolarmente importante seguire un’alimentazione varia e bilanciata. Frutta e verdura, accuratamente lavate e prive di pesticidi, insieme a legumi e cereali integrali ben cotti, forniscono fibre preziose che sostengono i batteri benefici dell’intestino. Olio d’oliva, frutta secca e pesce a basso contenuto di mercurio garantiscono invece l’apporto di grassi insaturi fondamentali per la salute metabolica e cerebrale.

Queste scelte nutrizionali non solo favoriscono il benessere della madre, ma contribuiscono anche a creare un ecosistema intestinale più equilibrato e resiliente nel bambino, assicurando un avvio positivo per il suo microbiota.

 

Antibiotici perinatali: benefici e cautele

Nei primi mesi di vita, l’uso di antibiotici può alterare la composizione del microbiota e ridurre la quota di batteri trasmessi naturalmente dalla madre al bambino. Per questo motivo, l’assunzione di antibiotici deve essere sempre guidata dal medico e limitata ai casi in cui è realmente necessaria. Per ridurre la necessità di trattamenti antibiotici nei primi mesi di vita, è importante prevenire le infezioni attraverso pratiche semplici ma efficaci, come un’igiene corretta, l’allattamento al seno quando possibile e il rispetto delle vaccinazioni raccomandate [3,5]. L’uso di probiotici specifici, sempre su consiglio del medico, può aiutare a supportare la colonizzazione intestinale e a ridurre gli effetti potenzialmente negativi della terapia antibiotica.

 

Ambiente domestico e prime esposizioni

Il contatto pelle a pelle con i genitori, la convivenza con fratelli o animali domestici e le normali routine domestiche contribuiscono allo sviluppo delle prime comunità microbiche del bambino. Un ambiente ordinato e ben arieggiato favorisce una biodiversità compatibile con la maturazione del sistema immunitario, a condizione di rispettare alcune pratiche igieniche fondamentali, come il lavaggio delle mani nei momenti chiave e la pulizia delle superfici più utilizzate con detergenti delicati, evitando sanificazioni continue. I disinfettanti più aggressivi vanno riservati solo a contaminazioni evidenti, poiché una certa esposizione ai microrganismi è essenziale per lo sviluppo del sistema immunitario.

È inoltre buona regola evitare il fumo in casa e mantenere gli animali domestici in buona salute, con profilassi e vaccinazioni aggiornate [1].

 

Svezzamento: una finestra di diversificazione

Il passaggio dai soli alimenti liquidi (latte materno o artificiale) ai cibi solidi rappresenta un vero spartiacque nello sviluppo del microbiota infantile. Con l’introduzione di carne, cereali, frutta e verdura, cambiano i substrati disponibili per i batteri che raggiungono il colon e il microbiota risponde aumentando la sua diversità e complessità. In genere si osserva una riduzione dei lattobacilli, che erano predominanti durante l’allattamento, mentre crescono i batteri capaci di metabolizzare fibre, amidi complessi e altri nutrienti presenti nei nuovi alimenti [6].

Questo processo è del tutto fisiologico: è come passare da una coltura semplice in laboratorio a un vero giardino con molte piante e funzioni. Un microbiota più diversificato è più resiliente, in grado di supportare meglio la digestione, la produzione di metaboliti benefici e lo sviluppo del sistema immunitario del bambino.

 

Tempi e modalità: gradualità e varietà

I tempi dello svezzamento sono individuali e vanno sempre concordati con il pediatra. È importante introdurre gli alimenti in modo graduale e vario, scegliendo le fibre più adatte: ad esempio, cereali ben cotti o in crema, verdure passate o tagliate a pezzetti molto piccoli, frutta schiacciata o in purea. Questi alimenti forniscono nutrimento ai batteri intestinali, favorendo la produzione di acidi grassi a catena corta, che aiutano le cellule della mucosa intestinale, regolano il pH e la permeabilità dell’intestino e contribuiscono allo sviluppo di un sistema immunitario equilibrato [6].

Riproporre più volte gli stessi alimenti, variando consistenze e preparazioni in base all’età, aiuta il bambino ad accettarli nel tempo, migliorando la diversità della dieta e supportando lo sviluppo di un microbiota equilibrato.

 

Alimenti potenzialmente allergenici

La gestione degli allergeni nei bambini richiede sempre una valutazione pediatrica. Nei primi anni di vita, gli alimenti più spesso coinvolti nelle reazioni allergiche sono latte vaccino, uovo, arachidi, frutta a guscio (come nocciole, noci e mandorle), pesce, crostacei, soia e grano; talvolta anche il sesamo. L’esposizione a questi alimenti può provocare reazioni immediate mediate da IgE, che compaiono entro due ore dall’assunzione dell’allergene e si manifestano con pomfi o orticaria, gonfiore di labbra o occhi, vomito, tosse o respiro sibilante; più raramente può verificarsi anafilassi.

Esistono anche reazioni ritardate non mediate da IgE, caratterizzate da disturbi gastrointestinali come dolore addominale, diarrea o sangue nelle feci nei lattanti, oppure dalla riacutizzazione dell’eczema. In questo contesto, introdurre gli alimenti potenzialmente allergenici nei tempi e nei modi indicati dal pediatra può favorire lo sviluppo della tolleranza orale. Allo stesso tempo, evitare restrizioni alimentari ingiustificate e promuovere una dieta varia è utile sia per lo sviluppo del microbiota intestinale sia per il corretto funzionamento del sistema immunitario [1,5].

 

Infezioni, antibiotici e recupero

Nei primi anni di vita è normale che i bambini affrontino diversi episodi di infezioni respiratorie e gastrointestinali. Ogni episodio può temporaneamente influenzare il microbiota, soprattutto se richiede terapie specifiche. Per questo, dopo la fase acuta, l’obiettivo è aiutare l’intestino a “rimettersi in carreggiata”. Le basi sono semplici: alimentazione adeguata all’età, buona idratazione e il ritorno graduale a routine regolari di sonno e attività quotidiane. Sono questi i fattori che più facilitano il recupero dell’equilibrio intestinale [3,5].

Un microbiota in salute contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario il sistema immunitario. Quando i batteri benefici fermentano le fibre producono acidi grassi a catena corta, fondamentali per nutrire la mucosa intestinale, rinforzare la barriera e modulare le cellule immunitarie. Questo effetto contribuisce anche alla protezione delle vie aeree, grazie al collegamento tra intestino e polmoni noto come asse intestino–polmone [1,6].

Durante l’infanzia, però, l’intestino è ancora in maturazione: per questo l’introduzione delle fibre deve essere graduale. Si parte da fibre solubili più facili da tollerare (ad esempio quelle della frutta matura o dell’avena), mentre le fibre insolubili – come la crusca o le parti più fibrose delle verdure – si aggiungono con più calma. Lo scopo non è aumentare la fibra rapidamente, ma costruire nel tempo una buona varietà alimentare, rispettando le capacità digestive del bambino [6].

Gli antibiotici, quando prescritti, restano essenziali per curare molte infezioni; tuttavia, possono ridurre la diversità microbica per un periodo limitato. Usarli solo quando necessari, secondo indicazione pediatrica, aiuta a ridurre queste perturbazioni e facilita un recupero più rapido dell’ecosistema intestinale [3,5].

In alcune situazioni, in particolar modo durante e dopo una terapia antibiotica, il pediatra può valutare l’uso di probiotici specifici per l’infanzia, come coadiuvante nel ripristino dell’equilibrio microbico.

 

Adolescenza: ormoni, crescita e differenze tra i sessi

L’adolescenza è una seconda grande riorganizzazione. Compaiono i caratteri sessuali secondari, aumentano peso e statura, cambiano la distribuzione di muscoli e grasso e si modificano i livelli ormonali. Il microbiota risponde con traiettorie sesso-specifiche: prima della pubertà i profili di maschi e femmine sono simili, poi, con l’avvio puberale, le comunità batteriche divergono gradualmente verso un assetto adulto [9–10].

 

L’effetto degli ormoni sessuali

Gli ormoni sessuali, come androgeni ed estrogeni, influenzano la composizione del microbiota intestinale, e allo stesso tempo i metaboliti prodotti dal microbiota possono modificare il modo in cui questi ormoni vengono utilizzati e regolati dall’organismo. Negli uomini, gli androgeni giocano un ruolo importante nel rimodellare il microbiota durante e dopo la pubertà; se i livelli di androgeni sono bassi o assenti, la composizione del microbiota tende ad assomigliare a quella osservata tipicamente nelle donne.

Alcuni studi indicano che il profilo microbico maschile è caratterizzato da una maggiore abbondanza di alcuni batteri appartenenti ai generi Bacteroides e Clostridium, mentre nelle donne, l’aumento degli estrogeni durante la pubertà favorisce batteri come Lactobacillus e Bifidobacterium, contribuendo a una composizione stabile e benefica per la digestione e il sistema immunitario. In entrambi i sessi, l’interazione tra ormoni e microbiota funziona in entrambe le direzioni: gli ormoni influenzano il microbiota, e il microbiota a sua volta può modulare il metabolismo e la disponibilità degli stessi ormoni, con effetti sul metabolismo generale e sui processi infiammatori. [11].

 

Peso corporeo e segnali microbici

Mantenere un peso adeguato in adolescenza è importante: influisce sulla salute metabolica futura e sul rischio di malattie cardiovascolari. Negli adolescenti con obesità sono stati individuati marker microbici diversi rispetto a quelli dei coetanei normopeso e degli adulti obesi, segno di una maggiore plasticità del sistema. Per questo, intervenire su alimentazione e attività fisica in adolescenza può avere effetti particolarmente positivi [7].

All’opposto, una alimentazione insufficiente o sbilanciata può compromettere il microbiota: diete troppo restrittive o povere di nutrienti riducono la diversità batterica, indeboliscono la barriera intestinale e aumentano lo stress fisiologico. Il tema è particolarmente delicato nell’ adolescenza, età segnata da vulnerabilità psicologica e pressioni sociali che possono favorire disturbi del comportamento alimentare. Oltre a danneggiare salute fisica e mentale, questi disturbi si associano ad alterazioni marcate del microbiota, con possibili ricadute a lungo termine su metabolismo, umore e funzione immunitaria [8–9].

In sintesi: promuovere un’alimentazione equilibrata, evitare sia eccessi sia restrizioni, e coltivare un rapporto sereno con il cibo sono passi chiave per proteggere il benessere generale e l’equilibrio del microbiota durante l’adolescenza.

 

Pubertà precoce e disturbi endocrini

Gli ormoni sessuali, come androgeni ed estrogeni, influenzano la composizione del microbiota intestinale; allo stesso tempo, i metaboliti prodotti dal microbiota possono modificare il modo in cui questi ormoni vengono utilizzati e regolati dall’organismo. Negli uomini, gli androgeni hanno un ruolo importante nel rimodellare il microbiota durante e dopo la pubertà: quando i livelli androgenici sono bassi o assenti, la composizione tende ad avvicinarsi a quella tipicamente osservata nelle donne.

Alcuni studi rilevano, nei giovani uomini, abbondanze relative più alte di Bacteroides/Clostridium mentre, nelle giovani donne, di Lactobacillus/Bifidobacterium; si tratta però di tendenze non universali, influenzate da dieta, ambiente, età e metodologia di analisi, quindi da interpretare con cautela.

Quel che è utile sottolineare è che in entrambi i sessi, l’interazione ormoni–microbiota è bidirezionale: gli ormoni influenzano il microbiota e il microbiota, a sua volta, può modulare il metabolismo e la disponibilità degli ormoni, con effetti che si ripercuotono anche sui processi infiammatori [9–10].

 

Stili di vita: sonno, stress e farmaci per acne

Fattori tipici dell’adolescenza, come poco sonno, stress scolastico, sedentarietà e diete irregolari, possono ridurre la stabilità e la diversità del microbiota, rendendo l’equilibrio più fragile. Anche le terapie antibiotiche per l’acne, soprattutto per via orale, possono modificare temporaneamente la flora batterica: per questo è importante che siano prescritte e monitorate dal medico, con attenzione a durata, aderenza e valutazione periodica dell’efficacia [3].

Nel quotidiano, abitudini semplici aiutano a sostenere l’ecosistema intestinale: ritmi di sonno regolari, pasti ordinati e bilanciati (con alimenti freschi e fibra introdotta con gradualità), attività fisica costante e strategie di gestione dello stress. Se è indicata una cura antibiotica, è utile evitare l’automedicazione, segnalare al medico eventuali effetti collaterali gastrointestinali e mantenere uno stile di vita il più regolare possibile, così da favorire il riassestamento del microbiota dopo la terapia [3].

 

Età adulta: dieta, stili di vita e assi intestino organi

Nell’adulto il microbiota raggiunge un equilibrio relativamente stabile, ma non definitivo: alimentazione, attività fisica, sonno e terapie antibiotiche, modellano il microbiota in modo cumulativo.

 

La dieta orienta il microbiota

Sulla base dei dati a oggi disponibili, stili alimentari ricchi di fibre e varietà vegetale, vicini al modello di Dieta Mediterranea, sostengono comunità più diversificate e resilienti. Diete di tipo occidentale, ricche di grassi saturi, zuccheri liberi, sale e alimenti ultra processati, si associano a profili più instabili e meno vari [12].

 

Fibre fermentabili e acidi grassi a corta catena

Le fibre non digeribili costituiscono carburante per batteri produttori di acetato, propionato e butirrato. Questi metaboliti forniscono energia alle cellule della mucosa, modulano la permeabilità della barriera intestinale,  e influenzano vie metaboliche sistemiche [11]. Una dieta povera di fibre priva l’ecosistema di substrati chiave.

Le fibre non digeribili costituiscono un importante substrato per i batteri intestinali produttori di acetato, propionato e butirrato. Questi metaboliti forniscono energia alle cellule della mucosa, modulano la permeabilità della barriera intestinale e contribuiscono a regolare la risposta infiammatoria, influenzando anche il metabolismo dell’intero organismo [11]. Al contrario, una dieta povera di fibre priva l’ecosistema microbico dei substrati necessari alla produzione di questi metaboliti benefici, compromettendo il benessere intestinale e sistemico.

 

Farmaci, infezioni e viaggi

Diversi fattori possono destabilizzare il microbiota intestinale. L’uso di farmaci come antibiotici, antiacidi e FANS può modificarne la composizione, mentre infezioni intestinali o cambiamenti alimentari durante i viaggi rappresentano veri e propri “mini shock” per l’ecosistema batterico. Per favorire il recupero è importante seguire una dieta varia e ricca di fibre, bere a sufficienza, dormire a orari regolari e mantenersi attivi. Anche l’uso mirato di fermenti lattici o probiotici può contribuire a sostenere la flora intestinale.

 

Salute femminile e asse intestino pelvi

Negli ultimi anni è emersa una crescente attenzione al legame tra salute intestinale e salute ginecologica, suggerendo l’esistenza di un vero e proprio asse intestino-pelvi. Alcune condizioni frequenti nelle donne in età adulta, come l’endometriosi, la sindrome dell’ovaio policistico e le infezioni vaginali ricorrenti e alcuni disturbi legati alla fertilità, mostrano alterazioni concomitanti del microbiota intestinale e genitale.

Ad esempio, nelle donne con endometriosi di stadio avanzato sono state osservate differenze nella composizione della flora intestinale rispetto a donne sane, con una minore diversità microbica e un aumento di batteri potenzialmente infiammatori. Questi dati suggeriscono che intestino e microbiota genitale possano comunicare attraverso segnali immunitari, metabolici e ormonali. Tuttavia, non è ancora chiaro se le alterazioni microbiche siano una causa della malattia, una conseguenza o un fattore che ne amplifica gli effetti. [13].

 

Salute maschile e dimorfismo del microbiota

Negli uomini, il microbiota intestinale presenta caratteristiche diverse rispetto a quello femminile, un fenomeno noto come dimorfismo sessuale. Queste differenze emergono già in adolescenza, quando gli ormoni sessuali come il testosterone iniziano a modulare la composizione e l’attività dei batteri intestinali, e possono persistere in età adulta.

Il dimorfismo può influenzare la suscettibilità di alcuni uomini a malattie metaboliche, come obesità addominale, diabete di tipo 2, dislipidemie, e a infiammazioni croniche di basso grado, oltre a modulare la risposta immunitaria e la predisposizione a disturbi metabolici.

Nonostante questi fattori biologici, la flora intestinale rimane plastica e sensibile allo stile di vita. Una dieta equilibrata e ricca di fibre, attività fisica regolare, sonno adeguato e gestione dello stress aiutano a mantenere diversità e stabilità del microbiota, riducendo l’impatto delle differenze legate al sesso e sostenendo la salute metabolica generale. Anche in presenza di un dimorfismo sessuale, interventi quotidiani sullo stile di vita possono favorire un microbiota sano e resiliente [11].

 

Terza età: inflammaging, immunosenescenza e polifarmacia

Con l’avanzare dell’età cambiano dieta, motilità intestinale, acidità gastrica, percezione del gusto, ritmo sonno veglia, livello di attività fisica e reti sociali. Questi fattori si riflettono sulle comunità microbiche. A livello biologico l’invecchiamento si associa spesso a disbiosi e a infiammazione cronica di basso grado, detta inflammaging, con aumento della vulnerabilità immunitaria, cioè immunosenescenza [13–14]. Il fenomeno contribuisce a disturbi metabolici e cardiovascolari e può interessare anche il sistema nervoso.

 

Barriera intestinale e circolo vizioso

Durante la terza età, la mucosa intestinale tende a perdere parte del suo spessore (trofismo) e la barriera intestinale può diventare meno efficace. I cambiamenti nella composizione del microbiota contribuiscono a creare un circolo vizioso: l’aumentata permeabilità intestinale favorisce stimoli infiammatori persistenti e un’attivazione costante del sistema immunitario, che a sua volta può influire sulla salute dell’intestino e avere ripercussioni su fegato, cervello e metabolismo. Sebbene vi siano notevoli differenze tra individui, questa tendenza è ben documentata [15].

 

Polifarmacia: quando i farmaci dialogano con i microbi

Con l’avanzare dell’età, l’uso contemporaneo di più farmaci — noto come polifarmacia — diventa sempre più comune. Questa pratica, pur essendo spesso necessaria per sostenere la salute generale, può influenzare in modo misurabile la composizione del microbiota intestinale. Tra le classi di farmaci con impatto più rilevante sulla flora batterica ci sono inibitori di pompa protonica, antidepressivi e antipsicotici [15]. Rivedere periodicamente la propria terapia insieme al medico non solo garantisce un uso più sicuro dei farmaci, ma può anche favorire indirettamente un ecosistema intestinale più stabile e resiliente.

 

Microbiota e longevità

Evidenze emergenti suggeriscono che un microbiota più diversificato sia associato a un invecchiamento favorevole, inteso come mantenimento di salute, autonomia e qualità di vita anche in età avanzata. Un microbiota sano contribuire a proteggere la mucosa intestinale, modulare la risposta infiammatoria, sostenere metabolismo e funzione cognitiva, e supportare il benessere generale. Per questo, scelte quotidiane come una dieta varia e ricca di fibre, attività fisica regolare, sonno adeguato e uso appropriato dei farmaci non solo aiutano a mantenere la flora intestinale in equilibrio, ma sostengono anche un invecchiamento di qualità [13,16].

 

Buone pratiche per sostenere l’equilibrio del microbiota

Le indicazioni che seguono hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del medico, ma possono aiutare a organizzare la vita quotidiana in modo favorevole alla salute dell’intestino.

  • Vegetali e fibre. Frutta, verdura, legumi e cereali integrali forniscono substrati per batteri produttori di SCFA. Questi metaboliti sostengono la barriera, modulano l’infiammazione e regolano il metabolismo [11]. Alternare colori e famiglie botaniche aumenta la diversità.
  • Qualità dei grassi e degli zuccheri. Preferire grassi “buoni”, come quelli presenti in olio d’oliva e frutta secca, e limitare zuccheri liberi e alimenti ultra-processati favorisce profili microbici più stabili e funzionali. [11].
  • Proteine e sostenibilità. Alternare fonti proteiche animali e vegetali, come legumi e cereali, permette di bilanciare l’apporto proteico e, insieme alle fibre, sostiene l’attività dei batteri benefici. [11].
  • Routine regolari. Mantenere orari regolari dei pasti, dormire a sufficienza, muoversi ogni giorno e gestire lo stress contribuisce a un microbiota più resiliente. Anche i ritmi circadiani influenzano la composizione della flora intestinale, per cui una routine costante aiuta a mantenere la microflora in equilibrio.
  • Uso appropriato di antibiotici. Gli antibiotici vanno assunti solo se prescritti e per il tempo indicato dal medico. Prevenire le infezioni rimane fondamentale per non alterare l’equilibrio microbico. [3,5].
  • Fasi sensibili. Alcuni momenti della vita richiedono maggiore attenzione: gravidanza, primo anno di vita, pubertà e terza età sono fasi in cui il microbiota è più vulnerabile e le scelte alimentari e di stile di vita hanno un impatto maggiore. [1–2,6,8,13–14].
  • Farmaci e sicurezza in età avanzata. Rivedere periodicamente insieme al medico l’elenco dei farmaci e valutare eventuali semplificazioni aiuta a proteggere la flora intestinale e può migliorare la qualità di vita. [16].
  • Relazioni sociali e appetito. Nella terza età, condividere i pasti e mantenere un contesto sociale positivo favorisce varietà nell’alimentazione e un adeguato apporto calorico, con effetti benefici anche sul microbiota.[14].

Conclusioni

Il microbiota intestinale cambia con l’età e con le nostre scelte quotidiane. Dalla nascita alla terza età, favorire la diversità microbica attraverso alimentazione varia e ricca di fibre, routine regolari, attività fisica e uso appropriato dei farmaci aiuta l’omeostasi immunitaria e metabolica. Comprendere le modifiche del microbiota nel corso della vita permette di intervenire nelle finestre sensibili, come gravidanza, primo anno, pubertà e età avanzata, con azioni semplici, sostenibili e personalizzate, sempre in accordo con il medico quando necessario [1–2,6,8,13–15].

FAQ

Domande Frequenti
Come cambia il microbiota nei neonati nati con parto naturale rispetto al cesareo?

Nel parto vaginale la colonizzazione iniziale rispecchia di più quella materna. Nel cesareo la traiettoria è diversa. Nel primo anno emergono differenze di rischio per alcune infezioni respiratorie. Le differenze tendono a ridursi nel tempo, ma i primi mesi restano fondamentali [3–4].

Allattamento e svezzamento: come influenzano la diversità del microbiota?

Il latte materno fornisce HMO e fattori immunitari che favoriscono la proliferazione di specie benefiche e sostengono la maturazione del sistema immunitario. Con l’introduzione dei cibi solidi, la diversità batterica aumenta e i lattobacilli si riducono in modo fisiologico, in risposta ai nuovi substrati come fibre e amidi [1,5–6].

Adolescenza e ormoni: perché il microbiota di ragazzi e ragazze inizia a differenziarsi?

Con la pubertà gli ormoni sessuali influenzano le comunità batteriche. Maschi e femmine divergono verso un profilo adulto sesso specifico. Gli androgeni hanno un ruolo centrale nel rimodellamento dell’ecosistema maschile [8–10].

Terza età: che cosa significa inflammaging e come è collegato al microbiota?

È un’infiammazione cronica di basso grado tipica dell’invecchiamento. Cambiamenti microbici e declino della barriera intestinale, favoriscono immunosenescenza e fragilità metabolica [13–14].

Pubblicato il 18 dicembre 2025

[1] Donald K, Finlay BB. Early-life interactions between the microbiota and immune system: impact on immune system development and atopic disease. Nat Rev Immunol. 2023. doi:10.1038/s41577-023-00874-w.

 

[2] Nelson BN, Friedman JE. Developmental Programming of the Fetal Immune System by Maternal Western-Style Diet: Mechanisms and Implications for Disease Pathways in the Offspring. Int J Mol Sci. 2024;25(11):5951. doi:10.3390/ijms25115951. PMID:38892139.

 

[3] Li W, Tapiainen T, Brinkac L, Lorenzi HA, Moncera K, Tejesvi MV, Salo J, Nelson KE. Vertical Transmission of Gut Microbiome and Antimicrobial Resistance Genes in Infants Exposed to Antibiotics at Birth. J Infect Dis. 2021;224(7):1236–1246. doi:10.1093/infdis/jiaa155. PMCID:PMC8514186.

 

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[5] Quaderni ACP. Microbiota neonatale, allattamento, svezzamento, antibiotici e dieta nell’infanzia. 2024.

 

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[10] Calcaterra V, Rossi V, Massini G, Regalbuto C, Hruby C, Panelli S, Bandi C, Zuccotti G. Precocious puberty and microbiota: The role of the sex hormone gut microbiome axis. Front Endocrinol. 2022;13:1000919. doi:10.3389/fendo.2022.1000919. PMCID:PMC9634744.

 

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[17] Microbioma.it. Longevità: ampio studio conferma ruolo del microbiota intestinale.