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Cosa mangiare in gravidanza? Ecco la dieta amica dell’intestino

Può capitare di dover affrontare uno squilibrio intestinale durante i nove mesi di gestazione. Cosa mangiare in gravidanza per contribuire a equilibrare la microflora intestinale indebolita? Vediamo insieme alcuni consigli.

Stipsi in gravidanza, ecco come affrontarla

La stitichezza in gravidanza è imputabile ai sensibili cambiamenti ormonali tipici di questo periodo. L’ormone progesterone, responsabile dell’andamento della gravidanza, contribuisce a rallentare la contrazione dei muscoli lisci e la peristalsi intestinale, cioè l’attività della muscolatura dell’intestino.

Questa condizione può comportare il peggioramento di una stitichezza preesistente alla gravidanza o favorire la comparsa del problema. A questo quadro generale si aggiunge l’effetto del modificato stile di vita: ridotta attività fisica, variazioni nell’alimentazione e aumento di peso.

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Ecco come migliorare ridurre la stitichezza in gravidanza:

  • Limitiamo i cibi che possono favorire l’acidità di stomaco e peggiorare la situazione locale: frutta molto acerba, agrumi, pomodori e salse di pomodoro, spezie, tè, caffè, vino e alcolici.
  • Evitiamo l’assunzione di bevande astringenti, come tè e limonata.
  • Evitiamo di coricarci subito dopo i pasti. Non sdraiamoci subito dopo aver mangiato, poiché la digestione sarebbe rallentata, con una risalita dei succhi gastrici verso l’esofago. Lasciamo trascorrere almeno un’ora tra la fine del pasto e il momento di coricarci. Meglio ancora sarebbe favorire la digestione con una breve passeggiata.
  • Assumiamo fibre. Introduciamo un bilanciato apporto di fibre nella nostra alimentazione. Frutta fresca, ortaggi e cereali integrali per un quantitativo di circa 30 grammi di fibra al giorno.
  • Introduciamo fibre con moderazione. Un quantitativo di circa 30 g giornalieri nella nostra dieta sarà sufficiente a facilitare la fisiologica funzione intestinale;

Diarrea durante la gravidanza: vediamo come contrastarla

Le ragioni più comuni di episodi di diarrea durante la gravidanza sono gastroenteriti e intossicazioni alimentari, come d’altra parte succede indipendentemente dalla gravidanza stessa.

Anche cambiamenti ormonali, eventuali integrazioni di ferro e variazioni nel regime alimentare possono concorrere a favorire episodi di diarrea. Potremmo poi soffrire della cosiddetta “sindrome dell’intestino irritabile” che, unitamente ai cambiamenti ormonali, potrebbe alterare il nostro equilibrio intestinale in gravidanza.

La diarrea può insorgere come sintomo di un’alterazione della flora batterica intestinale. Infatti, il nostro intestino è abitato da una moltitudine di microrganismi in equilibrio tra loro e con il nostro organismo, in parte batteri buoni e in parte batteri potenzialmente dannosi: il microbiota intestinale o microflora normale.

La microflora dell’intestino varia da un individuo all’altro: possiamo dire che ciascuno di noi abbia una propria “impronta digitale batterica” (fingerprint batterico). La salute intestinale dipende dall’equilibrio fisiologico della microflora, a sua volta indispensabile al benessere dell’intero organismo.

Per vari motivi, può accadere che questo equilibrio si alteri, con un aumento anomalo dei microrganismi nocivi. Si parla di disbiosi intestinale, e questa condizione può comportare l’insorgenza di vari problemi intestinali: l’irritabilità intestinale è tra questi.

Quali scelte alimentari fare in questo caso?

  • Non rinunciamo alle fibre, ma limitiamole o sospendiamole temporaneamente, per allontanare eventuali episodi di diarrea.
  • Beviamo acqua, per compensare la perdita di liquidi e prevenire un problema di disidratazione.
  • Sì ad alimenti nutrienti e riequilibranti come carne e pesce magro, mele, banane, carote e patate.

Cosa mangiare in gravidanza? Consigli per favorire la salute intestinale

Veniamo a noi e scopriamo cosa mangiare in gravidanza. In generale, per favorire la salute intestinale anche in gravidanza, prevenire sgradevoli disturbi come stipsi, diarrea e irritabilità dell’intestino, ecco cosa inserire nella propria dieta:

  • Carni magre (pollo, tacchino) cotte alla griglia, al vapore, al forno;
  • Pesci leggeri tipo sogliola, merluzzo, nasello, trota, palombo, dentice, orata cucinati arrosto, al cartoccio, al vapore o al forno;
  • Formaggi freschi poco fermentati come ad esempio mozzarella, ricotta, crescenza, robiola. Anche formaggi stagionati come il Parmigiano reggiano o il Grana Padano sono indicati, quali preziose fonti di calcio a ridotto contenuto di lattosio.
  • Latte e yogurt, preferibilmente magri. Lo yogurt ha un’azione riequilibrante.
  • Verdura e frutta di stagione, ben lavata, ogni giorno. L’apporto di fibre sarà importante per prevenire stitichezza. La quantità ideale è di circa 30 grammi di fibre al giorno.

Dopo aver visto cosa mangiare in gravidanza, ecco alcune, semplici pratiche alimentari da seguire per favorire il naturale transito intestinale, agevolare le funzionalità digestive e tenere il peso sotto controllo:

  • Facciamo 4- 5 piccoli pasti al giorno. Ricordiamo di non saltare i pasti, poiché il digiuno potrebbe promuovere l’aumento di gas intestinale, gonfiore e meteorismo;
  • Mastichiamo lentamente. L’ingestione di aria può dare un senso di gonfiore addominale;
  • Beviamo acqua. Beviamo almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, per agevolare il nostro regolare transito intestinale e l’espulsione di feci morbide.
  • Assumiamo fermenti lattici. Soprattutto in presenza di disturbi, è una buona regola generale per favorire l’equilibrio e il benessere del nostro intestino. I fermenti lattici sono batteri vivi e vitali, ad azione benefica, in grado di regolarizzare la fisiologica flora batterica intestinale, spesso alterata. È utile ricordare che sulle pareti intestinali coesistono moltitudini di differenti specie batteriche, in simbiosi con il nostro organismo: assumere prodotti che contengono fermenti lattici in grandi quantità e specie diverse è quindi fondamentale. Infatti, maggiori sono la varietà e la diversificazione delle specie, più probabile sarà la colonizzazione dell’intestino con le specie esistenti.

 

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