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Probiotici in gravidanza: 5 consigli per proteggere il proprio intestino

Assumere probiotici in gravidanza è consigliato? I batteri buoni amici dell’intestino sono un valido aiuto in caso di disturbi intestinali di vario genere. Scopriamo come tutelare il nostro intestino delicato.

Microflora intestinale e ruolo dei probiotici

Cosa sono i probiotici? Si tratta di microrganismi non dannosi, cioè batteri “buoni” che, ingeriti per bocca, esercitano funzioni benefiche per il nostro organismo. I probiotici entrano in gioco in ogni situazione di disbiosi intestinale, ossia ogniqualvolta la microflora intestinale risulta alterata, per varie ragioni.

Il nostro intestino, infatti, è colonizzato da una grande quantità di microrganismi, in parte benefici e in parte potenzialmente dannosi, che vivono in equilibrio tra loro e con il nostro organismo: il microbiota intestinale.

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Il microbiota presente nel tratto gastrointestinale contribuisce a mantenere lo stato di salute del nostro organismo, svolgendo in particolare alcune importanti azioni:

  • Stimola il sistema immunitario;
  • Funge da barriera contro le infezioni, producendo antibiotici naturali;
  • Conserva la regolare funzionalità intestinale;
  • Contribuisce ad attivare diverse funzioni metaboliche necessarie alla nostra salute;
  • Assorbe nutrienti e minerali, come ad esempio calcio, magnesio, ferro.

La microflora dell’intestino varia da persona a persona: possiamo affermare che ciascuno di noi ha una propria “impronta digitale batterica” (fingerprint batterico), ossia un personale profilo di specie, diverso da quello degli altri individui.

La salute intestinale dipende dall’equilibrio fisiologico della microflora, a sua volta indispensabile al benessere dell’intero organismo. Può accadere che questo equilibrio si alteri, con una conseguente modifica della microflora intestinale. Ciò da luogo a disturbi intestinali di vario genere.

Soprattutto in caso di disbiosi è opportuno assumere probiotici. Si tratta di batteri vivi e vitali, ad azione benefica, in grado di ripristinare e riequilibrare la microflora intestinale alterata. Ricordiamo che sulla mucosa intestinale coesistono moltissime, differenti specie batteriche, in perfetta simbiosi con il nostro organismo.

Sarà quindi importante assumere prodotti che contengono probiotici in quantità e di specie diverse: infatti, in virtù di questa varietà, i probiotici hanno maggiore probabilità di colonizzare il delicato intestino dei piccoli, agendo in sinergia per integrare i microrganismi mancanti e contrastare i patogeni.

Perché assumere probiotici in gravidanza?

Assumere probiotici durante la gestazione può essere utile poiché la regolarità intestinale potrebbe essere alterata principalmente da variazioni a livello ormonale.

Spesso compare stipsi. L’ormone progesterone, responsabile del progredire della gravidanza, contribuisce a rallentare la contrazione dei muscoli lisci e la peristalsi intestinale, ossia l’attività della muscolatura dell’intestino.

Ciò può comportare il peggioramento di una stitichezza preesistente la gravidanza o favorire la comparsa del problema. Un alto livello di estrogeni può invece provocare episodi di flatulenza e nausea.

Con l’avanzare della gravidanza, l’utero esercita una pressione sempre maggiore su stomaco e intestino. Ciò rallenta le funzioni digestive e promuove un aumento della produzione di gas e gonfiori addominali. I gas intestinali possono essere accompagnati da meteorismo e stitichezza. Non solo.

L’assunzione di probiotici in gravidanza può avere effetti benefici sul bambino a partire dal parto, momento in cui ha luogo la prima colonizzazione dell’intestino del piccolo.

Il microbiota dei bambini nati con parto naturale tende ad essere arricchito con batteri simili al microbiota materno. Inoltre, l’assunzione dei fermenti lattici in gravidanza potrebbe prevenire coliche gassose del neonato, legate a problemi intestinali e alla eccessiva presenza di gas nel delicato intestino dei piccoli.

Anche attraverso il latte materno, i probiotici colonizzano subito l’intestino del neonato, creando la microflora intestinale che rimarrà e si evolverà durante la crescita. Infatti, il latte materno contiene una complessa comunità microbica ed è particolarmente nutriente per il bambino.

La situazione è diversa nei bambini nati con parto cesareo, poiché il loro microbiota può comprendere batteri epiteliali associati all’ambiente esterno ospedaliero.

Il delicato microbiota intestinale dei bambini raggiunge una “struttura” stabile intorno ai tre anni di età, molto simile a quella dell’adulto, anche se esposta ad aggressioni esterne: è perciò molto importante mantenere uno stato di salute ed equilibrio (eubiosi).

In particolare, è opportuno scegliere un prodotto orientato a contrastare gli squilibri intestinali dei bambini. Somministriamo un prodotto che associ ai fermenti lattici l’effetto di altri ingredienti funzionali utili in caso di disbiosi, come ad esempio il finocchio, che agevola l’espulsione di gas intestinali e riduce il gonfiore addominale, e arricchito con vitamine, per una buona funzionalità e sviluppo dell’organismo.

Ricordiamo che anche sulle pareti intestinali dei bimbi coesistono grandi quantità di differenti specie batteriche, in perfetta interazione con l’organismo. Sarà quindi importante somministrare prodotti che contengono fermenti lattici di specie diverse e in quantità adeguate.

Infatti, in virtù delle diverse caratteristiche di specie, i probiotici agiscono in sinergia e hanno una maggiore probabilità di replicare l’intestino, integrare i microrganismi mancanti e contrastare i patogeni.

Tuteliamo l’equilibrio intestinale in gravidanza con 5 pratiche utili

Stipsi, gonfiore addominale, mal di pancia, irritabilità intestinale: oltre all’utilità dei probiotici in gravidanza, ecco cinque regole utili da seguire nella quotidianità per preservare l’equilibrio intestinale e ridurre sintomi sgradevoli.

1.Preferire pasti leggeri e ben distribuiti

Consumiamo pasti leggeri e non abbondanti. Evitiamo fritti e condimenti ricchi di grassi come intingoli e sughi, che richiedono una digestione lunga e faticosa. Limitiamo i cibi che possono favorire l’acidità di stomaco: frutta molto acerba, agrumi, pomodori e salse di pomodoro, spezie, tè, caffè, vino e alcolici.

2.Bere acqua

Un apporto idrico ottimale prevede almeno 1, 5 – 2 litri di acqua al giorno. Beviamo spesso e a piccoli sorsi, per idratarci e contribuire ad ammorbidire le feci, agevolandone l’espulsione e contrastando la stipsi;

3.Evitare di coricarsi subito dopo i pasti

Non sdraiamoci subito dopo aver mangiato, poiché la digestione rallenta ed è favorita la risalita dei succhi gastrici verso l’esofago. Lasciamo trascorrere almeno un’ora tra la fine del pasto e il momento di sdraiarci. Ancora meglio sarebbe favorire digestione e transito intestinale con una breve passeggiata.

4.Scegliere una posizione confortevole

Nei momenti di relax sediamoci diritte, scegliendo un divano o una poltrona che facilitino una posizione comoda e rilassata, senza gravare su stomaco e intestino.

5.Indossare il giusto vestiario

Non utilizziamo un abbigliamento troppo aderente, che potrebbe esercitare una pressione sullo stomaco e causare mal di pancia e fastidio a livello addominale. Optiamo per indumenti comodi e traspiranti, possibilmente in fibra naturale.

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